Etica e ingegneria genetica in agricoltura

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Quali piante hai mangiato oggi? Hai mangiato una fetta di pane o dei cornflakes a colazione, per esempio? La farina e i fiocchi di mais provengono rispettivamente da campi di frumento e di mais. Hai mangiato anche un uovo? Esso è stato deposto da galline che si nutrono di soia. Quello che mangiamo tutti i giorni proviene dunque dall'agricoltura. La crescita costante della popolazione mondiale, così come il comportamento dei consumatori, lanciano sfide importanti all'agricoltura, sollevando serie questioni etiche.

La produzione e l'approvvigionamento di alimenti per l'uomo costituiscono un enorme settore dell'industria mondiale. Sia la preparazione delle superfici coltivabili e delle semenze sia l'elaborazione delle piante raccolte per la produzione di derrate alimentari sono comprese nel cosiddetto business agroalimentare. I cereali, il mais e la soia sono spesso coltivati in estese monocolture, che devono essere protette attraverso l'uso di insetticidi, fungicidi ed erbicidi. Non solo le colture ma anche la lavorazione degli alimenti o dei mangimi per animali e il commercio su scala mondiale dei generi alimentari sovraccaricano l'ambiente. Le grandi multinazionali dominano il mercato, rafforzando la dipendenza dei paesi in via di sviluppo da quelli più industrializzati.

Un altro punto importante riguardante l'alimentazione a livello mondiale è l'equità della distribuzione. Mentre nei paesi industrializzati l'assortimento delle pietanze è molto ampio e diversificato, nei paesi in via di sviluppo molta gente soffre di gravi malesseri a causa di un'alimentazione povera e/o poco variabile (praticamente basata solo su riso bianco).  Questo è dovuto al fatto che diversi generi alimentari non sono disponibili o risultano economicamente inaccessibili.

Come hai imparato su Geni ABC, l'ingegneria genetica è utilizzata nell'ambito della ricerca sulle piante e in agricoltura. Questo campo dell'ingegneria genetica viene spesso descritto come «ingegneria genetica verde». I generi alimentari geneticamente modificati costituiscono un tema spesso trattato durante le discussioni relative all'agricoltura e all'alimentazione mondiale.

Indipendentemente dal fatto che si tratti di piante geneticamente modificate o di piante tradizionali, l'agricoltura si deve concentrare su tre sfide centrali per quanto riguarda la produzione mondiale di alimenti:

  1. ottenere una buona produttività grazie a piante performanti;
  2. ridurre le perdite nei raccolti dovute alle malerbe, ai parassiti o alle patologie vegetali;
  3. realizzare tutto questo in modo ecologicamente sostenibile.

La questione è allora la seguente: qual è il ruolo dell'ingegneria genetica?

In Geni ABC sono descritti alcuni esempi di piante geneticamente modificate al fine di raggiungere gli obiettivi appena menzionati. Per esempio il mais-Bt, resistente agli insetti, riduce le perdite di raccolto dovute ai parassiti (punto 2), permettendo perciò raccolti più produttivi (punto 1). Non è ancora chiaro se il mais-Bt sia più o meno compatibile con l'ambiente rispetto al mais tradizionale. Durante il primo esercizio dovrai esaminare a fondo questo interrogativo tenendo conto di un gran numero di aspetti e discutendone.

L'ingegneria genetica vegetale nella ricerca fondamentale

In agricoltura la produzione è costantemente messa in pericolo da minacce quali inondazioni, insetti patogeni, infezioni fungine o malattie virali. Ottenere un buon raccolto in maniera ecologica resta una sfida, nonostante i progressi dell'agricoltura moderna. Questo sia che si tratti di specie geneticamente modificate, di specie convenzionali o di colture biologiche. Da un punto di vista etico, la scienza ha la missione di sviluppare miglioramenti.

Grazie alla ricerca a livello molecolare e cellulare, oggi si conoscono meglio i meccanismi di difesa delle piante. Queste conoscenze permettono di sviluppare varianti più resistenti delle piante utilizzate in agricoltura. È il caso, per esempio, delle patate che sono meno frequentemente affette da funghi che ne causano la putrefazione. La coltivazione di nuove varietà, che siano geneticamente modificate o no, risulterebbe difficilmente possibile senza i risultati provenienti dalla ricerca fondamentale e dall'ingegneria genetica.

L'ingegneria genetica in agricoltura

In Svizzera le piante geneticamente modificate possono essere coltivate esclusivamente a scopi di ricerca. Nel resto del mondo, tuttavia, le piante geneticamente modificate crescono su milioni di ettari. Si tratta principalmente di soia, mais, cotone e colza. Questi ettari sono solo una piccola parte della totalità della superficie utilizzata a fini agricoli. Ciononostante, metà del cotone e tre quarti della soia attualmente coltivati sono geneticamente modificati.

In Europa è in corso un'accesa polemica che riguarda l'utilità, i pericoli e il senso-nonsenso della coltivazione a scopo commerciale di piante geneticamente modificate. I due fronti della discussione, al momento, sembrerebbero essersi arenati. Da una parte c'è chi dà priorità alla crescita della produzione o alla lotta contro la fame nel mondo, mentre dall'altra c'è chi mette in primo piano la scelta del consumatore riguardo ai generi alimentari, la protezione verso eventuali rischi o la salvaguardia dell'ambiente naturale. Nonostante le informazioni a disposizione siano le stesse le opinioni restano molto distanti, prevalentemente a causa dei diversi punti di vista su quella che è la "giusta" maniera di produrre alimenti.

Per prendere una buona decisione dal punto di vista etico bisogna analizzare in dettaglio i rischi inerenti all'uso dell'ingegneria genetica nell'agricoltura. È quindi importante che le persone, il mondo politico e chi deve prendere delle decisioni in merito sia informato sui risultati degli esperimenti. Si tratta poi di ponderare i pro e i contro basandosi sui bisogni e sui rischi, oltre che sui vantaggi e gli svantaggi dell'ingegneria genetica sulla salute e sull'ambiente. È così che i fatti possono essere separati dalle esagerazioni infondate provenienti dai due poli della discussione. Da un punto di vista etico è vietato sia sminuire i rischi che suscitare paure infondate.

L'ingegneria genetica nei paesi in via di sviluppo

Quando si discute della coltivazione di piante geneticamente modificate nei paesi in via di sviluppo sorgono sia questioni sulla globalizzazione e la monopolizzazione dell'agricoltura che questioni di principio riguardanti la giustizia. Gli esperimenti fatti con le piante geneticamente modificate ne hanno rivelato i vantaggi ma anche gli aspetti più problematici. I punti più importanti vengono brevemente trattati qui sotto.

Attraverso la coltivazione delle piante geneticamente modificate si spera di raggiungere l'obiettivo di un'alimentazione sufficiente e di migliore qualità su scala mondiale. Tuttavia, la fame e la malnutrizione non sono dei problemi generati principalmente dalla quantità di generi alimentari prodotti. Oltre alla povertà, le cause della crisi alimentare sono da ricercare in una pessima politica di ridistribuzione e nell'instabilità delle relazioni politiche. I prodotti derivati dall'ingegneria genetica non possono modificare questi parametri, perciò è sbagliato dire che «l'ingegneria genetica verde» sia la soluzione per sconfiggere la fame nel mondo. Piuttosto bisogna combattere direttamente i fattori appena descritti e devono essere create delle strutture corrette a livello di mercato globale.

Anche il problema della dipendenza dalle imprese agricole dev'essere tenuto in conto. Così come le specie tradizionali altamente produttive, anche molte piante transgeniche sono delle specie ibride. Le specie ibride sono, per ragioni biologiche, più produttive. Tuttavia, se i semi sono raccolti e utilizzati per una nuova semina, la produttività cala drasticamente. Gli agricoltori devono quindi acquistare nuove sementi per ogni semina. Le discussioni intorno alle specie ibride sono vecchie come le piante ibride stesse, cioè più di 50 anni. Per i contadini europei e degli Stati Uniti si è rivelato vantaggioso acquistare ogni anno le nuove sementi ibride, poiché la migliore capacità germinativa che ne deriva è favorevole dal punto di vista economico. Durante l'esercizio "Dibattito: le piante geneticamente modificate e i paesi in via di sviluppo" potrai discutere se questo è il caso anche per i contadini dei paesi in via di sviluppo.

Molte specie geneticamente modificate sono protette da un brevetto. In molti sono contrari al brevettare il patrimonio genetico. I brevetti su organismi viventi vengono rifiutati perché non sono basati su delle vere e proprie invenzioni, bensì sulla scoperta del modo di funzionamento delle sequenze genetiche. Tuttavia, i brevetti assicurano che valga la pena di investire nello sviluppo di nuove tecnologie e sono quindi un'importante forza motrice per la ricerca. Durante l'esercizio 2 potrai discutere se sia giustificabile o meno il fatto che le imprese che producono semi non permettano di coltivare le piante brevettate se non si pagano i diritti.

Al centro di tensioni sui valori etici

Le discussioni sull' «ingegneria genetica verde» sono caratterizzate da questioni sui valori sui quali si basa e sugli scopi che persegue il business agroalimentare a livello mondiale. Si tratta anche di soppesare l'importanza degli argomenti economici, ecologici e sociali, e quindi di rispondere a domande come: quale profitto è giustificabile e a che prezzo? Quali danni all'ambiente sono considerati tollerabili? Quali effetti negativi sulla società devono essere evitati? Queste domande sulla redditività, la compatibilità con la natura e la giustizia sociale sono riassunte in etica dal principio della gestione sostenibile. Questo significa che l'introduzione dell'ingegneria genetica nell'agricoltura deve essere economicamente, ecologicamente e socialmente ragionevole, affinché l'introduzione risulti sostenibile e giustificata.

Barometro si-no rispetto agli aspetti ambientali e di sicurezza

Nell'esercizio «ingegneria genetica in agricoltura» troverai delle questioni riguardanti l'impatto ambientale e la sicurezza per l'uomo.

Dibattito «le piante geneticamente modificate e i paesi in via di sviluppo»

Per sapere se è eticamente ragionevole proporre la coltivazione di piante geneticamente modificate nei paesi in via di sviluppo, occorre valutare lo sviluppo dell'industria agroalimentare nel mondo e metterne in evidenza i meccanismi negativi. È quindi necessario verificare se l'introduzione di piante geneticamente modificate non rinforzerebbe ancora di più questi meccanismi. Alla fine bisogna valutare i vantaggi e gli inconvenienti dell' «ingegneria genetica verde». I punti centrali di questo confronto includono questioni come la gestione sostenibile (profitto, eco-compatibilità, socio-compatibilità), l'equità a livello delle strutture del mercato mondiale, i meccanismi di dipendenza dalle industrie e la gestione dei brevetti.

Nel Gioco di ruolo: Dibattito «L'ingegneria genetica nei paesi in via di sviluppo?» vengono messi in discussione gli aspetti economici e sociali collegati alla coltivazione di piante geneticamente modificate nei paesi in via di sviluppo (carte di ruolo incluse).

Il contenuto proviene dall’ex sito internet gene-abc.ch, che è stato integrato nel sito internet di SimplyScience.ch nel gennaio 2016. Geni ABC era un’iniziativa del Fondo Nazionale Svizzero per la ricerca scientifica e viene mandato avanti dalla fondazione SimplyScience.