Corpo e salute

Melatonina, serotonina e sensazioni primaverili

In primavera la produzione di melatonina diminuisce e ci sentiamo più svegli. Immagine: CanStockPhoto 1 & 2

In primavera le giornate si allungano e il sole fa capolino sempre più spesso. La natura si risveglia e fiorisce. Tutto questo ci fa sentire meglio e più attivi e abbiamo voglia di trascorrere più tempo all’aperto con gli amici. Ma da dove derivano in realtà queste "sensazioni primaverili"?

Le "ssensazioni primaverili" non sono causate dagli ormoni sessuali, come si potrebbe supporre. La responsabilità è attribuita a due altre sostanze messaggere: si chiamano melatonina e serotonina.

La serotonina: un ormone dalle molteplici proprietà

La serotonina è uno degli ormoni più antichi e diffusi in tutti gli esseri viventi. Si trova persino nelle amebe, nelle piante, in alcuni funghi e in quasi tutti gli animali. Negli esseri umani è presente da un lato nel sistema cardiovascolare, nello stomaco, nell'intestino e negli occhi, dall'altro anche nel cervello. Dal momento che la serotonina non può attraversare la barriera emato-encefalica, quella presente nel cervello è separata dalle altre. Quando la serotonina viene iniettata nel sangue o assunta con il cibo, non ha quindi alcun effetto diretto sul cervello. Sebbene le noci e il cioccolato contengano una quantità relativamente elevata di serotonina, non è questo ormone a renderci felici quando consumiamo questi alimenti (è piuttosto il gusto gradevole e l'abitudine a provocare il rilascio di altri "ormoni della felicità" come la dopamina).

Nell'organismo umano la serotonina ha moltissimi effetti. Sul sistema circolatorio può avere un'azione sia vasocostrittrice che vasodilatatrice. Nel cervello la serotonina è coinvolta in numerose funzioni diverse, quali la percezione e la regolazione della temperatura, la sensazione del dolore, l'appetito e il comportamento sessuale. L'appetito e il comportamento sessuale sono inibiti dalla serotonina, che agisce in questo caso come antagonista della dopamina. Un sovradosaggio di serotonina nel cervello porta, ad esempio, a irrequietezza e allucinazioni. Una carenza di serotonina può portare ad ansia, depressione e comportamento aggressivo, poiché l'aggressività viene inibita dalla serotonina.

L'"ormone del buio": la melatonina

Nella ghiandola pineale, situata al centro del nostro cervello, la serotonina viene trasformata in melatonina. Questa trasformazione è mediata da enzimi la cui attività viene inibita dalla luce. Di notte, quindi, viene prodotta circa dieci volte più melatonina rispetto al giorno. La melatonina induce sonnolenza e favorisce un sonno più profondo. Una carenza di melatonina porta a disturbi del sonno e ha quindi anche un effetto negativo sulla memoria. In inverno, a causa delle ore di buio più lunghe, viene prodotta l'80% in più di melatonina rispetto all'estate. Questo spiega perché in inverno ci si sente più pigri e in primavera sempre più attivi.

Un'alimentazione sana con una quantità sufficiente di triptofano è importante per prevenire una carenza di serotonina e melatonina. Questo aminoacido essenziale è un precursore da cui si formano gli ormoni. Tuttavia, una vera carenza di triptofano è rara, poiché è presente in abbondanza nella nostra alimentazione. La vitamina B3 favorisce l'utilizzo del triptofano nell'organismo. Il cortisolo, prodotto dall'organismo in caso di stress, frena il metabolismo del triptofano.

Ultima modifica: 25.03.2013
Creato: 13.03.2026
Di più